Lettere

UNA VIA PER LE VITTIME DELLA STRADA

Caro signor Direttore Luigi Putignano de La Gazzetta Giuliana

Nel ringraziare pubblicamente il sindaco Roberto Cosolini e la vice sindaco Fabiana Martini per la cortesia di averci ricevuto nel mese di settembre in Comune al fine di dare il via alla campagna sociale non bere se devi guidare che così aveva pubblicato sulla pagina facebook il sindaco: “ Oggi sono venuti a trovarmi Graziella e Claudio, genitori di Maurizio Visintin, in occasione del compleanno di Maurizio, che oggi avrebbe compiuto 41 anni. Dico avrebbe perché il 18 dicembre del 1999, mentre andava a trovarli, Maurizio è rimasto vittima di un incidente stradale causato da un automobilista il cui tasso alcolemico è risultato tale da non consentirgli la guida. Con Graziella e Claudio abbiamo perciò condiviso un messaggio ed è quello di evitare altre tragedie come questa, assurde ma purtroppo ancora frequenti. Dipende da tutti noi far sì che un paio di birre o di aperitivi, o qualche bicchiere di vino in una cena, siano occasione di gioia e socialità e non il prologo di un dramma.”

Oggi per il tramite di questa benemerita rubrica facciamo cortese richiesta al signor sindaco ed alla politica tutta al fine di poter cambiare (o aggiungere sul cartello della via attuale) il cartello del Viale del Cacciatore in Viale delle vittime della strada. Sarebbe importante che a Trieste, ma anche in qualsiasi località italiana, si realizzasse uno spazio pubblico, un luogo, che possa servire da monito per le generazioni tutte, delle vite spazzate e spezzate nelle strade della città, perché il nome cambiato in Viale delle vittime della strada parla e il nome visto non potrà lasciare indifferenti, come potrebbe essere altrimenti? Non lasceranno indifferenti neanche in questo Paese ove per ottemperare le regole di buona civiltà e buona convivenza civile è necessaria, per forza di cose, l’applicazione di una sanzione repressiva significativa, e ciò è una sconfitta, anche l’introduzione del reato di omicidio stradale è una sconfitta, l’importante è comprendere che la cultura della prevenzione funziona a rilento, vi è poca attenzione, vi è uno scarso investimento in tal senso, volutamente o meno, e dunque certamente così avanti non si può andare. Non si possono più tollerare vittime innocenti sulla strada per colpa di una guida delinquenziale. Ogni giorno di ritardo, a livello di prevenzione e di repressione, è un giorno ove chiunque può continuare ad uccidere con il proprio mezzo, che può divenire una mera arma micidiale se usato male, e rimanere semplicemente impunito. A Trieste, quando si percorre la strada costiera, è difficile non notare le innumerevoli, purtroppo, presenze di fiori o lapidi, che ricordano che in quel luogo, in un momento di ordinaria vita, una vita è stata spezzata. “Bisogna fare presto agire da subito per fermare questa mattanza, questi automobilisti incoscienti sulle nostre strade signor sindaco e il cambio del nome deve fare riflettere tutti … Maurizio, mio figlio aveva solo 25 anni quando quel automobilista ubriaco ha posto fine ai suoi giorni schiacciandolo contro un muro della Strada del Cacciatore (a Trieste) spezzandogli l’osso del collo. Noi, suoi genitori, non molliamo questa nostra battaglia (impari, difficilissima) portata avanti in suo ricordo e che sia da monito alle persone che si mettono alla guida di essere sobri e rispettare il codice della strada. Finché vivremo noi genitori ci batteremo affinché non ci siano più genitori, parenti delle vittime che magari vedono un loro caro partire con la propria macchina ritornare in una bara da morto. (…) Noi quando chiudiamo l’uscio di casa, Maurizio non rimane chiuso in quel quadro incorniciato da una foto, ma esce con noi, certo c’è la sua lapide in cimitero, ma c’è anche in un cippo con la scritta: “ti ricorderemo sempre ” – in quel cippo posto sul luogo dell’incidente e l’indicazione della Via che serva da monito a chi passa su quella strada” o anche a chi legge queste nostre povere parole, frasi.

I genitori di Maurizio

Claudio e Graziella Visintin

 

Gentili Claudio e Graziella,
giriamo, per mezzo del nostro periodico, la vostra proposta al Sindaco. Penso che sia giusto dedicare una via alle vittime della strada, soprattutto perché nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di vite spezzate inconsapevolmente. Una dedicazione che sia un modo per ricordare le tante vittime ma che serva soprattutto da monito.

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