Il “neo” della Serracchiani

Sul numero de Il Piccolo di di sabato 1 luglio, esattamente a pagina 4 leggiamo: “Bilancio promosso. Il neo è Mediocredito“. Circa una settimana più tardi, il 7 luglio alla pagina 4 del quotidiano summenzionate leggiamo: “Slitta il rinnovo di Mediocredito”In quest’ultimo passo si  allude alla proroga della reggenza della banca regionale che, assieme ai responsabili della Regione FVG, non riescono venire a capo di una faccenda che fa acqua da tutte le parti. E lo fa da molto tempo a leggere i rimpalli di responsabilità tra Illy, Tondo e Serracchiani

Molte parole, ma scarsi numeri, cifre o dati dai quali il cittadino possa trarre un giudizio su ciò che imperversa nella finanza regionale.

Illuminante al proposito l’intervista dell’attuale presidente della Regione, Serracchiani, pubblicata il primo luglio e ripresa pari pari sette giorni dopo.

Forse temendo si possano equiparare le vicende della banca regionale a quelle disastrose di Popolare Vicenza e Veneto Banca, la Serracchiani esordisce così:  La situazione di Mediocredito è molto diversa da quella degli istituti veneti”. E ha ragione: un aereo precipitato è cosa diversa da una nave che affonda.

Poi la Nostra precisa “perché è già stata ceduta gran parte delle sofferenze ed è stato deliberato dai soci principali un importante aumento di capitale”.

Affermazioni tranquillizzanti, come se il comandante del Titanic dicesse che l’equipaggio sta già pompando l’acqua dalla stiva e i soci hanno deliberato un aumento di capitale per riparare la falla.

Ma “risaliamo” su Mediocredito per meglio capire come affonda. Per giudicare, il cittadino deve conoscere le cifre. Cerchiamo allora di ricavarle, implorando coloro che ne sanno eventualmente di più di correggerci. I soldi che Mediocredito ha prestato (a chi?) e non riesce a farsi restituire, detti “sofferenze”, si aggirano sui 500 milioni. Questi 500 milioni di euro, ci dicono, sono stati in gran parte ceduti, cioè venduti, a qualcuno che si incarica di ricavarne qualcosa. Pare sia stato venduto il 70 per cento di tali ”sofferenze”, quindi 350 milioni, su 500.

A qual prezzo? Non si sa. Cerchiamo allora di derivarlo.

La quota che oggi i compratori di “sofferenze” praticano sul mercato va dal 15 al 20% del valore nominale acquistato. Quindi se Mediocredito vende 100 ricava 15 o 20.

Ipotizziamo però che Mediocredito abbia spuntato un prezzo più conveniente. Mettiamo il 30%. Il ricavato è 105 su 350. Con questi dati possiamo calcolare (per grandezze approssimate, ma plausibili) a quanto ammontano le perdite: 350 meno 105 è uguale a 245 milioni persi. A questi si deve aggiungere quel 30 per cento di crediti non ceduti rimasti sul groppone di Mediocredito, cioè altri 150 milioni che si aggiungono ai 245 già andati per le loro…

Se le cifre non ingannano, e chi le conosce a fondo non ci corregge, siamo a 400 milioni sfumati dalle casse regionali. Poi ci sono i decrementi, le costanti perdite di gestione che i bilanci di Mediocredito degli ultimi anni evidenziano.

Ma anche qui ci “viene in soccorso” la Governatrice Serracchiani, affermando che “è stato deliberato dai soci principali un importante aumento di capitale…”. La stessa però non dice che il socio di maggioranza del Mediocredito è la stessa Regione FVG.  E che l’importante aumento di capitale equivalente a un’altra sessantina di milioni (sempre ad essere ottimisti) saranno tolti dalle casse regionali per una falla che doveva essere riparata entro giugno mentre ora sappiamo che lo sarà (?) a fine estate… mentre l’acqua continua a entrare.

Per ultimo riportiamo (sempre da Il Piccolo del 1 luglio) brani del recente giudizio espresso dalla Procuratrice regionale, Tiziana Spedicato, sempre a proposito di Banca Mediocredito del Friuli Venezia Giulia sulle problematicità ed incertezze che affliggono tale istituto.

“La partecipazione della Regione in Mediocredito – sottolinea la Spedicato – è tra le più problematiche… Il risultato della gestione operativa (relativa al 2016. n.d.r.) pur positiva, continua a registrare un costante decremento  e gli esiti del percorso di risanamento si presentano incerti e sottraggono risorse, già carenti, ad altri settori…”

Risanare, ovvero coprire il buco nero di Mediocredito che sottrae risorse, già carenti, ad altri settori: sanità, istruzione, servizi sociali, e via continuando.

Le cittadine e i cittadini del Friuli Venezia Giulia, quando troveranno meno servizi ospedalieri e ticket ancora più cari, quando vedranno le scuole dei loro ragazzi cadere a pezzi, quando… quando… quando…  e ci diranno che è inevitabile perché non ci sono soldi, devono sapere che la causa risale anche a quanto appena descritto. Ed era evitabile!

Tanto evitabile che la Magistratura è stata interessata per le disfunzioni gestionali rilevate nel passato.

Be the first to comment

Leave a Reply

Notice: Use of undefined constant WP_PB_URL_AUTHOR - assumed 'WP_PB_URL_AUTHOR' in /customers/8/e/a/lagazzettagiuliana.it/httpd.www/wp-content/plugins/adsense-box/includes/widget.php on line 164 Notice: Use of undefined constant WP_PB_URL_AUTHOR - assumed 'WP_PB_URL_AUTHOR' in /customers/8/e/a/lagazzettagiuliana.it/httpd.www/wp-content/plugins/adsense-box/includes/widget.php on line 164 Notice: Use of undefined constant WP_PB_URL_AUTHOR - assumed 'WP_PB_URL_AUTHOR' in /customers/8/e/a/lagazzettagiuliana.it/httpd.www/wp-content/plugins/adsense-box/includes/widget.php on line 164