La Serracchiani e la BERS a Trieste: quando, a volte, è meglio non dire che farlo tanto per…

Debora Serracchiani ha un nuovo amore. Debora Serracchiani potrebbe lasciare la politica. Intervista a Debora Serracchiani su Vanity Fair. Speriamo che questo polverone mediatico alzatosi intorno alla governatrice del FVG abbia cancellato l’uscita, di qualche giorno fa – paradossalmente infelice – della stessa relativa all’ipotesi di uno spostamento della BERS da Londra a Trieste. Infelice non per la richiesta – ci mancherebbe altro, Trieste sarebbe la sede ideale per l’istituzione europea – quanto per l’aspetto per così dire “logistico”, ossia un suo posizionamento nel “solito” porto vecchio, il mantra trasversale di tutti gli odierni amministratori. Perché, si chiederà adesso il disorientato lettore? Semplicemente perché è come invitare frotte di turisti in una località bellissima senza, però, alcuna possibilità di raggiungerla e di dimorarvi, per mancanza di collegamenti e di strutture ricettive. Ecco, oggi Trieste, agli occhi “sempre svegli” dei burocrati europei, se il proclamino serracchianesco fosse giunto a destinazione, appare così: una città al centro della nuova Europa, vicinissima alla “mission” della banca europea, a cui si vuole dare il solito magazzino (un magazzino non si nega a nessuno…) in un’area senza nessun servizio essenziale, piena di ruderi e pantegane e che resterà tale almeno per i prossimi anni. Che sono quelli durante i quali BERS e famiglie faranno le valigie dalla capitale britannica per sbarcare sul vecchio continente. Pur di parlare del brand “porto vecchio” si rischia di perdere un’occasione d’oro. Perché è Trieste il posto più giusto in cui allocare gli uffici e la base della banca. Per una questione politica, storica, logistica e culturale. Perché BERS significa rapporti con l’Europa centrale, quella sud orientale, la Russia, la Turchia, l’Asia centrale e il Mediterraneo meridionale e orientale.

caserme via rossettiAllora perché non offrire a questo organismo finanziario internazionale una location più adatta? Magari quasi pronta? Come ad esempio l’enorme comprensorio ex militare di via Rossetti, 12 ettari attualmente in totale degrado che l’istituzione europea potrebbe rimettere a nuovo? E che oggi, come e peggio di Porto Vecchio, rappresenta un enorme “buco “ nel cuore della città? Ma a Trieste di immobili vuoti e prestigiosi ce n’è in abbondanza, anche in scala più ridotta: perché no Palazzo Carciotti, in pieno centro e con le Generali a un tiro di schioppo?

Per svegliare questa città dal torpore provincialotto che la soffoca da decenni occorre riaprirla al mondo, toglierla dalle fauci di chi vuole che permanga lo status quo per coltivarci i propri piccoli interessi. E quale occasione più ghiotta se non quella di ospitare una delle istituzioni finanziarie più importanti al mondo. Ma se questi sono i presupposti – proclami vuoti giusto per dar fiato alla voce – sarà l’ennesimo treno passato e perso. Sperando che alla BERS siano più interessati a leggere della vita privata di Debora Serracchiani che delle sue dichiarazioni politiche.

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