Uno Schiaccianoci tra realtà e fantasia, tra sogno e realtà

Un diorama sgargiante sulle note magiche di Čajkowskij, il sogno di una bambina, una realtà piena di quell’immaginazione che filtra attraverso gli occhi di fanciulli.

“Ogni ragazzo, ogni bambino ha dentro di sé qualcosa di unico: un potenziale creativo incredibile”. Parole di Amedeo Amodio, regista e coreografo di questo Schiaccianoci che dal 1989 viene riproposto con rinnovato successo e che al Teatro Verdi di Trieste ha debuttato mercoledì 14 dicembre per rimanere in scena fino a domani, domenica 18 dicembre.

Ispirato a una novella di Hoffmann, il balletto fu rappresentato per la prima volta a San Pietroburgo nel 1892 nell’adattamento di Alexandre Dumas. Amodio recupera invece la storia nella sua versione originale mantenendo la componente favolistica e gli elementi di inquietudine propri di Hoffmann, giocando con l’ambiguità di ciò che è vero e ciò che è fantasia, di ciò che è reale e ciò che è sogno.

Un primo atto che esplode nei colori, nei costumi e nelle scenografie, sorprendenti e animate nel susseguirsi di coreografie corali intrecciate in modo giocoso con il teatro delle ombre: figure oscure si proiettano sui teli neri intrecciandosi con il racconto.

Questa giocosa e irresistibile ricchezza sembra a tratti prevaricare sulla danza, cui viene però dato ampio risalto nel secondo atto dove si avvicendano le scene che rappresentano il viaggio in Spagna, in Cina, in Russia, in Arabia fino al “Paese dove anche i fiori danzano” raccontato nel sempre magico Valzer dei Fiori; qui le coreografie dei ballerini si susseguono su un semplice fondo nero, pura danza, che poco spazio concede a quegli elementi fantastici della scenografia della prima parte.

I costumi sgargianti, fantasiosi, eleganti, delicati sono opera di Emanuele Luzzati e affascinano in ogni dettaglio come il mistero di uno strano sogno.

Bella la prova di Ashley Bouder nel ruolo di Clara e dello Schiaccianoci interpretato da Andrew Veyette, superati solo dalla simpatia ed espressività di Valerio Polverari nel ruolo di Drosselmeier.

D.T.

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